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sabato 14 maggio 2016

Pan di Spagna all'aquafaba

Nell'era "pre vegana" facevo una torta super soffice che era la fine del mondo! Avevo anche pubblicato la ricetta qui sul blog. Ma naturalmente prevedeva le uova, e anche parecchie. Quando siamo diventati vegani mi sono detta: "E mo'?". E giù prove su prove (mica per niente ho preso... tot chili!!): e quella non mi piaceva, e quell'altra non era abbastanza soffice. Alla fine me la sono inventata! Quando ho scoperto l'aquafaba... un momento, non sapete cos'è l'aquafaba? Allora vi spiego un attimo: avete presente l'acqua di cottura dei ceci, o quella in cui i ceci in scatola stanno a mollo? Ecco, quella è l'aquafaba e non ci crederete ma monta esattamente come l'albume d'uovo! Allora mi sono detta: perché non provare a fare una torta simile a quella che facevo ma sostituendo le uova con l'aquafaba? Detto fatto: sono stati necessari alcuni esperimenti ma ho ottenuto una torta molto soffice, buona e perfetta per essere farcita.


La ricetta la trovate qui e se volete qualche info in più sull'aquafaba potete leggere questo.
Se non avete il Bimby, potete tranquillamente usare uno sbattitore elettrico, esattamente come fareste per gli albumi. Spero tanto che la proverete e che mi farete sapere le vostre impressioni.

mercoledì 11 maggio 2016

Ricette vegan

Come vi ho detto qualche tempo fa, io e il Top siamo diventati vegani circa tre anni fa, dopo essere stati "solo" vegetariani per 22 anni. Avrete notato che non ho quasi più pubblicato ricette. In parte perché avendone pubblicate alcune in passato non vegan mi sembrava... "sbagliato", non so se riesco a far capire il mio sentimento. Il fatto è che di solito le ricette vegan le guarda solo chi è vegano e trovare un blog di ricette miste può essere fastidioso. In parte, ovviamente, per pigrizia. E un po' perché mi sto "sfogando", ultimamente, su due pagine Facebook che si chiamano "Bimby vegan" e "Non solo Bimby vegan" (sono gruppi chiusi, dovete essere iscritti per vederle). Sì, perché forse avevo dimenticato di dirlo, ma il Bimby (l'attrezzo che trita, impasta cuoce e chi più ne ha più ne metta) è entrato da qualche tempo nella mia cucina. Però da qualche giorno c'è una novità: sono entrata a far parte del team del sito abbinato alla pagina Fb "Non solo Bimby vegan" e quindi ora potete trovare anche lì le mie ricette. Così ho pensato che fosse una buona idea mettere anche qui i link delle ricette, così vi terrò aggiornati sui miei esperimenti.
Questo è il link del sito http://www.nonsolobimbyvegan.it/ dove, ad esempio, potrete trovare la favolosa ciambella all'arancia


 
 
Insomma, periodo di grandi novità: dopo la pubblicazione del mio romanzo (ricordate? Ne parlavo qui ) ora la collaborazione al sito. Tra un po' l'uscita del cartaceo e poi... chissà!!

venerdì 12 febbraio 2016

Un buffet vegano

Dal momento che ero rimasta assente per un po' dal blog (taaac! bacchettata sulle dita!), non vi avevo parlato del mio cinquantesimo compleanno (aaaargh!!) che è stato ad agosto 2014. Un lontano ricordo, 'nsomma. In quell'occasione ho pensato di fare una festicciola e preparare un buffet tutto vegano. E di fare tutto da sola (o meglio, con l'aiuto del preziosissimo Top). Mai più! Un lavoraccio immane. Vabbè, dico così ma sto già pensando di rifarlo per qualche altra occasione. Perché è vero che è stata una sfacchinata, ma alla fine mi piace proprio tanto preparare tante cosine. E a giudicare dalle ganasce sempre in movimento degli ospiti, direi che è piaciuto anche a loro! Alla fine, tutta presa dai preparativi, ho dimenticato di fare le foto!! Per fortuna un'amica ne ha fatta qualcuna da cui sono riuscita a tirar fuori almeno qualcosina da farvi vedere. Ho allestito il tutto sotto la tettoia dove abitualmente teniamo le macchine, non è proprio il posto più bello del mondo ma almeno era riparato.

 
 
 
Ed ecco una carrellata di piatti, ognuno con la sua etichettina che indicava cos'era. Le ricette ve le metterò prossimamente.
 


A sinistra c'è il guacamole, la buonissima crema di avocado; dietro dei crostini con crema di pomodori secchi e mousse di piselli. Nelle ciotoline un'insalata di peperoni, olive e nocciole. Sullo sfondo (non si vede molto) "babaganoush", una crema di melanzane. E le mini crostatine sono con pomodoro e panna (di soia) alle erbe.



L'insalata di farro, ottima variante di quella di riso.



Cestini di pane con hummus (crema di ceci e sesamo); insalata russa (fatta naturalmente con maionese vegana) e tramezzini con finta frittata (fatta con farina di ceci) maionese veg e insalata.



Nel tavolo dei dolci mancavano ancora le tortine di cocco. C'erano le crostatine di frutta e le palline cocco e cioccolato.
Qui sotto l'esempio delle etichette che avevo fatto con il pc e che ho messo vicino a ogni piatto.

 
 
 
 
Anche se il compleanno è a fine agosto, ho preferito fare la festa a metà settembre, per praticità. Sono stata fortunata perché c'era una temperatura perfetta e non troppe zanzare. Insomma, sono contenta del risultato. Hanno fatto tutti i complimenti per il cibo (anche i carnivori più convinti). Spero fossero sinceri. E bon, i primi cinquanta sono andati. 

sabato 23 gennaio 2016

Torta di rose vegan con frutta secca e sciroppo d'acero






Forse avrete già visto la versione classica di questa torta. Solitamente è farcita con marmellata o con burro e zucchero. Io ho pensato a una versione adatta alla stagione invernale (per via della frutta secca) e naturalmente vegana. Provatela perché è davvero buonissima! Vi do la versione Bimby, ma specifico anche come si fa senza, in questo caso tra l'altro è facilissima!



Per l’impasto: 500 gr di semola rimacinata
100 gr di zucchero
250 gr di acqua
Due cucchiai di olio evo
Lievito di birra (un cubetto o una bustina di quello disidratato)
Un pizzico di sale abbondante
Scorza di limone.

Per il ripieno: 50 gr di noci già sgusciate
50 gr di nocciole sgusciate e tostate in forno, senza pellicina
50 gr di mandorle sgusciate, anche non spellate
50 gr di pinoli
50 gr di uvetta
70 gr di sciroppo d’acero. Volendo potete usare altri sciroppi, ma quello d’acero, col suo sapore un po’ di caramello, secondo me è il migliore.



Mettere nel boccale lo zucchero con la scorza del limone: vel 9 per 15 sec (raccogliendo sul fondo a metà tempo). Aggiungere tutti gli altri ingredienti e impastare a vel spiga per tre minuti. Cambiando il tipo di farina potrebbe variare la quantità di acqua. L’impasto deve venire abbastanza compatto, soffice ma non deve assolutamente attaccarsi alle dita. (Se lo fate a mano mettete semplicemente tutti gli ingredienti in una ciotola e impastate bene). Mettere la palla in una ciotola unta e metterla a lievitare finché non raddoppia (circa un’ora e mezza. Consiglio alle meno esperte: gli impasti che devono lievitare non devono rimanere esposti all’aria, altrimenti si seccheranno e formeranno una crosticina che impedirà la lievitazione. Mettete quindi della pellicola trasparente sulla ciotola (possibilmente alta cosicché l’impasto non arrivi a toccarla durante la lievitazione e vi si appiccichi) e la ciotola nel forno con la luce accesa per avere la temperatura ideale.
Nel frattempo mettere nel boccale la frutta secca (meno l’uvetta) e macinare per una quindicina di secondi a vel 6. Oppure usate un comune robot da cucina. Deve venire macinato fine ma grossolanamente, non tipo farina. Mettere in una ciotola con lo sciroppo d’acero. Mettere a mollo l’uvetta in acqua tiepida.
Prendere l’impasto e tirarlo fino a formare un rettangolo di 40 cm per 30. Stendere su tutta la superficie il ripieno preparato e distribuire l’uvetta, scolata e asciugata. Arrotolare dalla parte più larga (in pratica avremo un cilindro di 40 cm di lunghezza), tagliare le estremità (le cuoceremo a parte, giusto per non buttare) e tagliare il rotolo in dieci parti uguali. Sistemate ogni rotolino in una teglia unta (28 cm di diametro) chiudendolo leggermente con le dita sul fondo. I rotolini devono rimanere distanti per permettere la seconda lievitatura. Coprire di nuovo la teglia con la pellicola e far lievitare per due ore. Spargere sulla superficie della marmellata diluita con acqua (opzionale) e cuocere a 180/190° per 45 minuti circa.
Ecco come si presenta prima della seconda lievitazione:


...e appena sformata:

 

martedì 22 settembre 2015

Pancakes vegan



Da un paio di anni io e il Top siamo diventati vegani. Dopo ventitré anni da vegetariani era arrivato il momento di fare il gran passo. Pensavo di fare un post dove spiegare i perché e i percome, ma alla fine mi sembra inutile, vi basti sapere che l'abbiamo fatto per motivi etici. Se invece a qualcuno interessa approfondire, mi può contattare in privato e sarò ben lieta di dilungarmi in spiegazioni.
Devo dire che io nel mio piccolo non ho mai incontrato nessuno che si scagliasse contro le nostre scelte, anche se quasi sempre dobbiamo replicare a una gran serie di obiezioni. Quasi tutti per esempio ci dicono che "però un po' di carne serve". Mettiamola così: provate a prendere una piantina e mettetela in una stanza al buio e non annaffiatela mai: potete essere ben sicuri che nel giro di poco tempo la piantina morirà, non può sopravvivere perché per lei acqua e luce sono essenziali. Esistono milioni di vegani al mondo e, udite udite, mai nessuno è morto a causa di ciò, anzi. I miei esami del sangue sono perfetti e così quelli del Top e non abbiamo grossi problemi di salute. Direi che possiamo quindi affermare che la carne e i derivati animali non sono essenziali per l'uomo, altrimenti non saremmo più al mondo o saremmo molto deperiti.
Mi sono accorta però che in rete, ovunque ci sia una discussione di vegani, c'è sempre qualcuno pronto a insultare pesantemente, forse perché è più facile farlo protetti dall'anonimato. Sono rimasta sconvolta, mioddio quanto odio!! Io sono sempre stata per il "vivi e lascia vivere" (in tutti i sensi, eh eh eh) e vedere tutto questo astio mi ha davvero lasciata basita.
E comunque non molto tempo fa ho visto il video di una vlogger (sapete cos'è? Io no, fino a quel momento: praticamente una che tiene un blog... video anziché scritto!) che si lamentava di non poterne più dei continui insulti che riceve tramite messaggi dove le contestavano tutto, dall'accento, al naso grosso, alla bruttezza del suo fidanzato (!). Insomma, mi dispiace davvero pensare che per ogni cosa che uno fa c'è sempre qualcuno pronto a criticare e insultare. E che cavolo, come diceva questa ragazza, tra l'altro anche simpatica, se non ti piace quello che faccio passa oltre, non sei mica obbligato a guardare/leggere!
Insomma, vorrei solo dire che ci vuole un po' più di tolleranza, accettiamo chi è diverso da noi.
Vabbè, dopo questa introduzione alla Madre Teresa di Calcutta, passiamo alla ricetta.
Premetto che ci sono milioni di ricette in giro, nessuna che mi desse soddisfazione. Non ho tentato di fare i pancake simili a quelli americani (che peraltro non ho mai mangiato) e non sono propriamente la cosa più salutista del mondo. Ma sono buoni? Sìììììì.

Ingredienti per 8 pancakes:
70 gr di farina
70 gr di fecola
120 gr latte di cocco (non quello nella lattina, che è quasi panna, ma nelle confezioni tipo quelle del latte)
2 cucchiaini di lievito per dolci
scorza grattugiata di mezzo limone (o più, a seconda del proprio gusto)
4 cucchiai di zucchero
olio di semi di arachide

Si mescolano semplicemente tutti gli ingredienti fino a ottenere una pastella abbastanza densa (un po' più densa di quella delle crepes).
In una padella larga almeno 35 cm fare scaldare cinque o sei cucchiai di olio. Solitamente si usa meno olio, ma in questo modo vengono più buoni, considerando che comunque non ci sono grassi nell'impasto non saranno troppo unti.
Fate scendere direttamente dalla ciotola l'impasto nella padella, quando l'olio è bello caldo: si solidificherà quasi subito e smettete di versare quando otterrete una frittella di circa 10 cm di diametro. Ne potete fare quattro contemporaneamente. Appena i pancakes  cominceranno a fare le bolle, girateli con una palettina e fate cuocere qualche minuto anche sull'altro lato. Metteteli sul piatto (se volete potete passarli prima su un pezzo di carta da cucina) e irrorateli con sciroppo d'acero. Si possono mangiare anche con altre cose, tipo marmellata o nutella o miele, ma lo sciroppo d'acero è proprio la morte sua!
Il bello di questa cottura è che vengono morbidi dentro, belli gonfietti, e croccantini all'esterno. Una goduria, vi posso veramente dire che non rimpiango per niente quelli che facevo prima (non vegan).