DOVE SI PARLA DI...

cucina, gatti, casa, e mille altre cose...ricette (dolci e un po' di salato), ma anche di gatti, libri, natura e tanto altro.


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venerdì 11 maggio 2012

Una poesia al mese -maggio

L'altr'anno vi ho raccontato la bella esperienza vissuta grazie alle cinciallegre che avevano nidificato nella casetta per gli uccelli che avevamo appeso vicino a casa. Potete rileggere il post qui. Bene, a quanto pare si erano trovate bene perchè quest'anno hanno ripetuto l'esperienza. E di nuovo è stata una bellissima emozione vedere i piccolini spiccare il primo volo! Ne ho visti ben tre a distanza molto ravvicinata! Eccovi un paio di foto, non sono riuscite benissimo ma non sono riuscita a fare di meglio.



E un primo piano:



E in abbinamento vi propongo questa simpaticissima poesiola del Trilussa, che parla di api ma si può applicare anche alle "mie" cince...


C'è un'ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato la felicità
è una piccola cosa.
                Trilussa


Quello che adoro dei poeti è la loro capacità di trovare quella piccola parola che detta al momento giusto regala un'emozione inaspettata e rende quella che potrebbe essere una banale e comunissima frase in una poesia: in questo caso è quel "tutto sommato"... non è geniale??

venerdì 6 aprile 2012

Una poesia al mese -aprile...e compliblog!

Accipicchia come passa il tempo! E' già passato un anno da quando ho pubblicato il primo post. Come mio solito sono partita abbastanza bene e poi ho finito con l'arenarmi un po'...
Non ho scusanti, la pigrizia è la principale motivazione dei miei scarsi interventi. Adesso possiamo aggiungerci un progetto (di lontanissima realizzazione) a cui ho già accennato la volta scorsa (o due volte fa?) che assorbe i miei pensieri e un lavoro di ristrutturazione alla casa che invece è già in procinto di partire e che mi assorbirà moltissimo anche a livello di tempo/energia.
Per questo mese, per farmi perdonare, vi propongo una poesia di Dorothy Parker. Ho cercato un po' sul web ma ho notato che c'è pochissimo di suo. Anzi, a dire il vero l'unica che si trova è la famosa "Tanto vale vivere" (non so se è il suo titolo ma se la conoscete avrete capito di quale parlo).
E invece ha scritto un sacco di belle poesie, molto caustiche anche se parlano tutte del suo cuore spezzato!

" Con le mani la testa mi cingevano
e le guance, la fronte carezzavano;
- E' un gran medico il tempo- mi dicevano-
guarisce i mali, annulla i desideri.

Pietosi mi sembravano, e sinceri,
e bisbigliavano in tono gentile:
- Il cuore che si è spezzato in Aprile
a Maggio, bimba, si risanerà.

Quanti cuori guariti conoscevano!
Ne avevano viste tante a quell'età.
E in fondo gli costava così poco
dirmi il contrario della verità!

Chi mi racconta frottole su Maggio
un'anima indignata incontrerà:
alla fine di Giugno- io dico il vero-
il mio cuore non era ancora intero! "

                                                                           Dorothy Parker


E come al solito accompagno la poesia con qualche foto. Queste sono dell'altr'anno, le bellissime viole del pensiero e Lemony che spunta tra i fiori.









E naturalmente approfitto per augurare a tutti voi una buona Pasqua!

mercoledì 7 marzo 2012

Una poesia al mese -marzo

Buon marzo a tutti!
Scusate se mi ripeto ma voglio proporvi anche questa volta una poesia della mia poetessa preferita: Emily Dickinson.
Con essa, una foto che ho fatto l'altr'anno, anche se oggi ho visto che sono già comparse le prime violette. Quanto mi piacciono! Sarà perchè è il primo fiore che compare dopo il lungo inverno e quindi mi sa tanto di primavera...







Toglietemi tutto, ma lasciatemi l'Estasi,
Ed io sarò più ricca allora di tutti i miei Simili-
Tanta ricchezza è quasi vergognosa
quando qui fuori c'è chi più possiede
ma vive in desolata povertà-

                                                                                 Emily Dickinson



domenica 5 febbraio 2012

Una poesia al mese -febbraio

Questo mese sono andata a "rubare" la poesia in un bellissimo blog che (se amate la poesia, ovviamente) vi consiglio caldamente di visitare. Si chiama  Poesie ed altro (è qui) e la bravissima Carla fa uno splendido lavoro, pubblicando non solo belle poesie, abbinate a foto e immagini, ma parla anche degli autori e mette il testo originale, che è sempre una bella cosa. La ringrazio per avermi fatto scoprire molte belle poesie.
Come questa, che è molto triste ma è così intensa e bella...
E' di Julio Cortazàr, si intitola "Il futuro"


E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te
                                                               (Julio Cortazàr)


Vabbè, lo ammetto, anche se di solito sono quelle cose che cerchiamo di non dire neanche a noi stessi: ogni volta che leggo una poesia come questa, (come anche ad esempio quella di Montale che vi avevo proposto qui) mi si strazia il cuore perchè penso: ecco esattamente come mi sentirei se... (e naturalmente seguono gesti di scongiuri, specialmente da parte del Top!)

domenica 15 gennaio 2012

Una poesia al mese -gennaio

E' già il 15???! Accidenti come passa il tempo! Non ho ancora scritto nulla sul blog dall'inizio dell'anno e dire che ci sono un sacco di cose di cui vorrei scrivere...
Inizierò con il consueto appuntamento mensile con la poesia.
Questa volta vi propongo una poesia di una poetessa (nonché scrittrice, giornalista e sceneggiatrice) francese, Louise de Vilmorin. Mi sembra bello proporvela come prima poesia dell'anno, quasi una sorta di "buon proposito" (è così che si fa, no? A inizio d'anno si fanno i buoni propositi, e poi si passa il tempo a non rispettarli, specie quando si tratta di diete e simili...): rinascere, a ogni incendio.



Quante volte mi sono bruciata
ma quante volte da ogni incendio
sono rinata
con un cuore nuovo
perché la vita
è il mio supremo amore.
                                                                        (Louise de Vilmorin)


L'avevo scritta su un vecchio quaderno dove mi ero annotata le varie frasi e poesie che mi avevano colpita: non sono del tutto sicura che sia completa o se, come faccio spesso, avevo copiato solo la parte che mi piaceva di più. Trovo comunque che in poche righe dica tantissimo.
Aggiungo un paio di foto dell'ospite che quest'estate veniva a trovarci tutte le sere...



E' un riccetto, e nella foto sta mangiando i croccantini dei gatti, arrampicato sulla ciotola. Comunque è pazzesco come mangiasse ogni avanzo di cucina, dal formaggio alle verdure, pasta, riso...




Qui invece c'è "qualcuno" (uno a caso) che lo osserva. (Lo vedete? E' sotto allo scaffalino)



giovedì 8 dicembre 2011

Una poesia al mese -dicembre

Questo mese vi propongo una poesia di William Butler Yeats. Vi ho parlato la volta scorsa della mia passione per la musica irlandese (qui): cosa ci poteva essere di meglio, quindi, che continuare su quel filone in compagnia di un poeta irlandese? Eccovela.

    Feci al mio canto un manto
    coperto di ricami
    tratti da miti antichi
    dai talloni alla gola;
    ma gli sciocchi lo presero,
    lo indossarono al cospetto del mondo
    come se l'avessero cucito loro.
    Lascia che se lo tengano, canto,
    perchè è più avventuroso
    camminare nudi.

                            (W. B. Yeats)



Visto che avevo fatto un po' di foto con i colori autunnali del nostro giardino ma poi non le ho più pubblicate, colgo l'occasione per farlo ora. Chiude il post un bel primo piano di Idefix, col suo bello sbrego sul naso e le orecchie "tarlate". (E' italiano sbrego? O è un po' dialettale?)











martedì 8 novembre 2011

Una poesia al mese -novembre

In queste piovosissime giornate, nel mese dedicato ai morti, mi sembra indicatissima questa poesia di Pablo Neruda. Che parla sì di morte, ma non in modo triste. Dice: "Non voglio che muoia la mia eredità di gioia" ed è una frase bellissima. Come al solito i poeti hanno questa capacità di descrivere in poche parole emozioni che noi comuni mortali non riusciremmo a spiegare neanche con mille parole...


Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da svegliare la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
dall'alba al tramonto suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso e i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, non ci sono.
Vivi nella mia assenza come in una casa.

E' una casa così grande l'assenza
che ci entrerai passando attraverso i muri
e appenderai i quadri all'aria.

E' una casa così trasparente l'assenza
che io senza vita ti vedrò vivere
e se soffri, amore mio, morirò daccapo.
          
                            (Pablo Neruda)



Con un groppo in gola e il cuore che batte forte dall'emozione, buona poesia a tutti.

mercoledì 5 ottobre 2011

Una poesia al mese -ottobre

Eccomi all'ormai consueto appuntamento con la poesia. Questo mese ve ne propongo una che è tra le mie preferite in assoluto, di Eugenio Montale:

Ho sceso dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

                                                                           (Eugenio Montale)


E come al solito non ho parole per commentare la poesia. Dice talmente tanto da sola che ogni parola sarebbe inutile e pretenziosa. So solo che mi fa venire voglia di scendere col Top miliardi di scale...

domenica 4 settembre 2011

Una poesia al mese -settembre

In questa piovosissima giornata di inizio settembre vi voglio offrire una splendida poesia della mia amata Sibilla Aleramo.
Per gustarla al meglio, vi consiglio di accompagnarla a una buona tazza di cioccolata calda...



Le mie mani,
ricordando che tu le trovasti belle,
io accorata le bacio,
mani, tu dicesti,
a scrivere condannate crudelmente,
mani fatte per più dolci opere,
per carezze lunghe,
dicesti, e fra le tue le tenevi
leggere tremanti,
or ricordando te
lontano
che le mani soltanto mi baciasti
io la mia bocca piano accarezzo.

                                                                                             (Sibilla Aleramo)



E se vi ho fatto venire voglia di cioccolata calda, vi offro, per pura generosità, la ricetta:

CIOCCOLATA CALDA (cottura al microonde)
Ingredienti per due persone:
300 gr di latte di soia alla vaniglia (o altro latte vegetale a scelta)
15 gr di amido di mais (maizena)
20 gr di cacao amaro
zucchero a piacere (io quattro cucchiaini)

Imbranatometro (se non sai cos'è, leggi qui) : 

In una ciotola che vada nel microonde mettete il cacao, la maizena e lo zucchero. Aggiungete solo una parte del latte e mescolate bene per togliere tutti i grumi. Diluite con il restante latte e fate cuocere al massimo della potenza nel microonde, per circa quattro minuti. Dovete mescolare ogni tanto (all'inizio ogni trenta secondi, man mano che si scalda più spesso, quando inizia ad addensarsi controllate ogni dieci secondi).
Versate in due tazze e se volete potete spolverizzare con cannella.

venerdì 5 agosto 2011

Una poesia al mese -agosto

Eccoci al terzo appuntamento di questa "rubrichetta" che mi auguro vi faccia piacere ritrovare.
Per questo mese ho scelto una poesia di Vincenzo Cardarelli, che, direi, è assolutamente adatta al periodo, visto che parla di mare.


Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

  (Vincenzo Cardarelli)




Per oggi è tutto: una piccola poesia non troppo impegnativa per accompagnare le vostre calde giornate estive. Ciao a tutti.

lunedì 4 luglio 2011

Una poesia al mese -luglio

Ed eccoci al secondo appuntamento della serie "Una poesia al mese" (il primo lo trovate qui ).
Questo mese vi propongo una poesiola leggerina, in tema con il periodo estivo. E' di Gianni Rodari che, nello scrivere piccole filastrocche per bambini, apparentemente semplici, ha sempre detto un sacco di cose intelligenti e ricche di insegnamenti.
Quella che segue la dedico alla mia mamma, che quando ero piccola mi cantava la canzoncina della cicala e la formica (faceva così: "La cicala è sulla pianta e d'estate canta canta / e deride la formica che lavora e s'affatica / ma l'inverno presto viene / muor di fame chi cantò / vive a lungo vive bene / chi d'estate lavorò"). Mi dispiace, mamma, ma il tuo insegnamento mi mette tristezza, io sono d'accordo con Gianni Rodari.

                             Chiedo scusa alla favola antica
                             se non mi piace l'avara formica
                               Io sto dalla parte della cicala
                         che il più bel canto non vende, regala.



Una buona estate a tutti, allietata dal canto delle cicale e dei grilli...
P.s.: Tra l'altro le formiche sono odiose, te le ritrovi a milioni che distruggono qualunque cosa. E poi, sempre lì a racimolare e mettere da parte, che noia, che antipatia! Abbasso le formiche!!

sabato 4 giugno 2011

Una poesia al mese...

...che non è una ricetta, come i più scaltri di voi avranno intuito. Il fatto è che amo la poesia, anche se in modo molto selettivo, come credo capiti a chiunque. Nel senso che ci sono poesie che mi fanno venire la pelle d'oca, altre che mi lasciano totalmente indifferente, anche se si tratta dello stesso autore/autrice. A volte addirittura di un poeta mi piace soltanto una poesia e non c'è... verso (capita la battutona?) di farmi piacere anche il resto della sua opera. A questo punto, sempre i più scaltri di voi (sì, ma gli altri, che si sveglino un po', eh!!) avranno intuito che per fortuna non voglio proporvi delle mie poesie -segue respiro di sollievo-, ma soltanto poesie altrui che amo in modo particolare. Sebbene io abbia anche scritto mirabili versi...
(Per vedere l'immagine ingrandita cliccaci sopra, poi clicca su indietro per tornare al post)







 Così ho deciso di proporvene una al mese e parto con quella che è in assoluto la mia poetessa preferita: Emily Dickinson. La scelta è stata durissima, perché ci sono un sacco di sue poesie che amo. Ho scelto questa poiché secondo me rispecchia moltissimo il suo carattere (perché, mi direte, la conosci personalmente? Eh, ma che pignoli! Beh, è come se la conoscessi, come mi succede con tutti coloro che con i loro scritti mettono completamente a nudo la loro anima). Ora, immaginatevi questa esile donnina vissuta in epoca vittoriana quando la parità tra i sessi non era neanche lontanamente presa in considerazione, che passò quasi tutta la sua vita rinchiusa dentro la sua stanza (per sua propria scelta), ma che scrisse delle poesie che parlavano del mondo come se l'avesse visto con i suoi occhi. Delle quasi duemila (!) poesie che ha scritto ce ne sono molte che sembrano scritte ai nostri giorni, talmente spigliato e frizzante è il linguaggio.
Vabbè, vorrei parlare di lei ancora per un'ora, ma non vorrei tediarvi. Meglio è lasciar parlare lei :

Perché fuori del Cielo m'han rinchiusa?
Cantavo forse a voce troppo alta?
Ma - posso usare un tono di voce più leggero -
timido come quello di un uccello!

Non volessero gli Angeli lasciarmi
provare - solamente un'altra volta -
vedi un po' tu - se li ho disturbati -
ma - di grazia - non chiudere la porta!

Oh, se toccasse a me d'essere invece
il Signore dalla "Veste Bianca" -
e loro - la manina bianca che bussasse -
credete che potrei lasciarli fuori?


Devo aggiungere qualcosa? Credo proprio di no...