DOVE SI PARLA DI...

cucina, gatti, casa, e mille altre cose...ricette (dolci e un po' di salato), ma anche di gatti, libri, natura e tanto altro.


mercoledì 8 aprile 2020

ECCOMI!!!!

Avevo scritto l'ultima volta quasi due anni fa con un post non proprio bello, dove vi parlavo della mia malattia. Poi sono sparita e qualcuno avrà sicuramente pensato al peggio. E invece no, sono ancora qui!! (Seguono toccatine varie)
A me dispiace molto aver abbandonato il blog, ma devo dire che non "sentire" chi legge (come capita più facilmente, ad esempio, su Facebook, dove l'interazione è più immediata) mi demoralizzava un po'. In realtà ho avuto la prova recentemente che c'era gente che mi leggeva e si ricordava di me (su un gruppo FB dedicato all'arredamento, qualcuno sotto un mio post ha scritto che ricordava la mia casa proprio per averne letto qui). La cosa mi ha fatto immensamente piacere, naturalmente. E così, visto anche il periodo di inattività totale (siamo in piena segregazione dovuta alla quarantena per il covid-19, lo scrivo per i posteri), ho pensato che non sarebbe stato male aggiornarvi un po', anche perché nel frattempo sono successe un paio di cose belle. La prima è che finalmente è uscito il mio libro di ricette vegane, ma a questo dedicherò un post nei prossimi giorni. E ovviamente vi parlerò anche di come si è evoluta la famiglia gattesca. 
Ma oggi vi parlo di quanto è successo dal punto di vista della salute. Innanzitutto se volete leggere il mio ultimo post potete andare in fondo a questa pagina e cliccare su"post più vecchio". Lì parlavo della mia diagnosi di carcinoma ovarico ricevuta nell'aprile 2017. All'epoca del post (marzo 2018) avevo finito la serie di chemio pesanti e ne stavo facendo di più leggere. Purtroppo qualche mese dopo, a luglio, i marcatori erano saliti nuovamente e così mi hanno fatto fare una PET che ha evidenziato dei piccoli focolai di recidiva. Quindi ho ricominciato con la chemio pesante, con conseguente perdita dei capelli, nausea, stanchezza e umore sotto le scarpe. La seguente PET di controllo, fatta a gennaio 2018 è andata bene, i focolai erano spariti! Grande festa, ovviamente! A quel punto l'oncologo mi parla di un farmaco abbastanza nuovo, studiato proprio per le situazioni come la mia: carcinoma ovarico con mutazione genetica (sì, perché, forse non ne avevo accennato nell'altro post, ma sono risultata positiva al test genetico del BRCA1), con recidiva e reazione positiva alle cure. Insomma, sembrava che avessero studiato questo farmaco pensando: "Questo è giusto giusto per Lidia"! All'inizio dovevo prendere 16 pastiglie al giorno perché non erano riusciti a concentrare il principio attivo, ma dopo quasi un anno è uscita la versione "concentrata" e ora ne devo prendere solo 4. Insomma, per ora le cose stanno andando bene, a maggio avrò la PET di controllo e spero tanto che non ci siano brutte sorprese. Qualche strascico purtroppo ce l'ho avuto. Succede a volte (spesso? Non saprei) che la chemio vada a danneggiare il midollo. A me ovviamente è successo. Il nostro midollo lavora su tre cose: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Diciamo che nella sfiga una cosa buona c'è stata perché mi ha colpito solo nella produzione di globuli rossi, causandomi una forte anemia. Che per ora è abbastanza sotto controllo e non necessita di cure, ma che se si dovesse aggravare renderebbe necessario intervenire con delle iniezioni. La malattia si chiama sindrome mielodisplastica. 
Al momento la mia vita è gradevole, questa nuova malattia mi dà solo un po' di stanchezza. Non riesco a fare grossi sforzi e mi viene subito il fiatone se, per esempio, faccio una passeggiata in una strada leggermente in salita. Ma per il resto sto bene. E sono felice. Certo, la paura rimane, è una compagna costantemente presente. Ma cerco di non pensarci. 
Avendo scritto solo quell'unico post due anni fa, mi rendo conto che non ho parlato per niente di quello che ho passato. Però ora ho deciso di raccontarlo meglio. Non in questo post, che altrimenti diventerebbe chilometrico, ma nei prossimi giorni. Questo perché quando mi sono ammalata, cercavo in rete storie vissute che potessero darmi un po' di fiducia. Non siamo tutti uguali, ognuno reagisce a modo suo alle esperienze negative. Ci sarà chi non vuole sapere niente, chi invece cerca notizie di tutti i generi. Io ho fluttuato un po' tra questi estremi: a volte andavo a cercare notizie, ma se le trovavo ed erano brutte avevo poi un rifiuto e non leggevo più nulla per molto tempo. Quando leggi che il tuo tumore ha una percentuale piuttosto bassa di guarigione, il morale va decisamente sotto i piedi. Ed è l'ultima cosa che ti serve. Tutti ti dicono che devi reagire, dei essere positiva perché la malattia si nutre della tua disperazione. Beh, non è così semplice. La forza la dobbiamo trovare dentro di noi, e non tutti ce l'hanno. Io ho reagito molto, ma i momenti di tristezza c'erano e non era così semplice uscirne, soprattutto quando stavo male anche fisicamente. In quei momenti cercavo sul web storie "a lieto fine", donne operate del mio stesso tumore che dopo anni fossero ancora lì a raccontare la loro storia. E, vi dirò, non ne ho trovate. Per questo ho deciso di scriverne, perché spero che chi sta attraversando ora il mio stesso calvario, possa trovare nelle mie parole uno spiraglio di luce. 

giovedì 29 marzo 2018

Sono ancora qui

Sì, anche se non scrivo da quasi un anno, sono ancora qui. E questa volta il senso di questa frase è più vero che mai. Infatti quest'ultimo anno è stato per me molto difficile. Non sapevo se parlarne o no, ma poi ho pensato che fosse più giusto condividere questa mia esperienza. Per me, come una sorta di valvola di sfogo e, perché no, un gesto scaramantico, e per chi magari ha passato o sta passando la stessa cosa e trae conforto dalle esperienze altrui.  Ho avuto un cancro alle ovaie, con alcune complicazioni, date dallo stadio piuttosto avanzato. Mi hanno ricoverata il giorno di Pasqua dell'anno scorso direttamente dal pronto soccorso dove mi ero recata convinta di avere un blocco intestinale, pensate un po'! Dopo tre settimane di ospedale, esami, test istologici, un piccolo intervento ai polmoni e tanta angoscia, sono tornata a casa con questa terribile diagnosi. A metà giugno sono stata operata allo IEO di Milano (altri dieci giorni di ospedale e poi un'altra settimana per complicazioni, ettepareva) e a fine luglio ho cominciato la chemio. Dopo sei cicli abbastanza devastanti, finiti a metà novembre, ora sto facendo una chemio più leggera, che durerà fino a ottobre. La PET fatta a metà gennaio ha mostrato un buon risultato, diciamo che per ora la posso ancora raccontare! Ora incrocio fortemente le dita e tocco tutto il toccabile, speriamo che la cosa sia finita così.
I capelli stanno ricrescendo (ho un nuovo look molto sbarazzino!) e le forze stanno pian piano tornando. Ho finalmente cominciato a dare lezioni di cucina vegana, un sogno che accarezzavo da tempo ma non mi decidevo a realizzare, In qualche modo quindi un lato positivo c'è stato. Oltre al fatto che ho perso 30 chili!! Che erano assolutamente di troppo, quindi sono contenta! Spero di non riprenderli troppo in fretta!
Quando sono stata ricoverata ho detto: "Voglio un gatto nuovo, mi curerà". Ed è arrivato lui. Si chiama Kimo (in inglese chemio si scrive chemo e si pronuncia, appunto, kimo) e mi ha aiutata tantissimo nel periodo post operatorio, quando ero totalmente priva di energie e l'umore non era sempre al top. Guardare questo cosino che caracollava per casa mi faceva sorridere, cosa quanto mai positiva. E poi stava tantissimo in braccio, cosa che mi mancava molto perché gli altri miei gatti sono tutti poco coccolosi. Ed era il motivo per cui ne avevo voluto un altro. Ora è cresciuto, se ne sta molto più per i fatti suoi, anche se ogni tanto gli viene ancora un po' di mammite. Kimo è stata la mia terapia più efficace, sono convinta.
Chiudo questo post con alcune sue foto e con un augurio di buona Pasqua, speriamo che la mia sia un po' meglio di quella dello scorso anno!!


Qui aveva circa un mese, è la foto che è stata pubblicata nell'annuncio dell'adozione. Amore a prima vista.


Qui hanno cominciato a crescere le orecchie, tutto il resto ancora non tanto!


Sempre più orecchie, sempre poco gatto.


Ed eccolo in tutto il suo splendore, com'è ora, a quasi dieci mesi. Finalmente è cresciuto anche il resto.
P.S.: dimenticavo di dire che in tutto questo ho avuto una grande fortuna: quella di avere accanto un uomo meraviglioso. Grazie Top <3

sabato 1 aprile 2017

Com'è oggi la famiglia...

La mia amica virtuale Pitto mi tira sempre le orecchie(giustamente) perché non aggiorno il blog. Il problema è che ormai scrivo quasi esclusivamente su Facebook, dove sono molto attiva sulla mia pagina di cucina e su un gruppo (sempre di ricette) e mi rimane poco tempo / voglia / energia per scrivere qui. Ma in effetti è un peccato, perché il bello del blog è che qui le cose rimangono, a differenza di Fb che è più un "mordi e fuggi".
E dunque, aggiornamento della situazione attuale.
Innanzitutto una notizia triste. Appena un paio di mesi dopo la morte (una ferita ancora dolorosa) di Zigulì, ci ha lasciati anche Tabasco, il fratellino di Strudel. E in un modo che, confesso, non mi sarei mai aspettata: è stato investito da un'auto. Dovete sapere che noi viviamo piuttosto lontani dalla strada e siamo letteralmente circondati dai boschi. Volendo i gatti possono girare per ore senza mai arrivare neanche a tiro di una strada. Eppure... eppure: Tabasco ha attraversato tutta una collina, percorrendo sicuramente più di un km, ed è arrivato a una strada neanche troppo trafficata, tutto sommato, ma che purtroppo per lui è stata letale. La cosa bruttissima è che l'ho trovato io mentre passavo, incredula (all'inizio non avevo minimamente pensato che potesse essere uno dei miei!). Tabasco era il nostro gatto "strano" (io dicevo che era autistico), non affettuoso ma simpatico in un modo tutto particolare. E ci manca tanto ovviamente.
Ma veniamo ai presenti. Citiamo subito il rosso, a casa nostra sempre il più importante. Purtroppo Ragù non è neanche lontanamente affettuoso come Zigulì, da quel punto di vista è una delusione. Ma vabbè, noi che vorremmo tanto avere un gatto super coccoloso siamo destinati ad avere tutti animali che non ci filano neanche di striscio.
Eccolo in una foto insieme a Strudel, quando ancora erano amici. Perché ora non starebbero più così, il nostro destino è avere gatti che litigano sempre fra di loro. O comunque che non si guardano molto (nella migliore delle ipotesi).


Strudel per ora sta bene, speriamo che viva a lungo e in salute!
La Luli, la gatta terrorizzata che aveva trovato il Top due anni fa... è ancora terrorizzata. Raramente riusciamo a toccarla e a darle qualche carezza. Però è bellissima!


Psyco, il gatto che arrivò da Lampedusa è... esattamente come dice il suo nome. E' molto girovago, per niente affettuoso, ovviamente, miagolatore di professione, un po' attaccabrighe. E non è neanche bello! Ma è tanto simpatico!


E ora vi devo presentare l'ultima arrivata: Polpetta.



Una sera ero in cucina, dove i gatti hanno il loro sportellino per entrare e uscire (e entrare e uscire, e entrare e uscire...) quando ho visto Ragù fissare fuori, immobile. Poi sento un miagolio. Dal momento che qui ci sono diversi gatti semi randagi che girano, ho pensato che fosse uno di quelli. Esco per vedere e mi trovo questa gattina che miagolava disperatamente. Non si lasciava avvicinare ma non scappava, era attratta moltissimo dagli altri gatti che cercava di avvicinare in tutti i modi. Sembrava potesse avere sui quattro mesi, ma poi ho capito che doveva averne di più, solo che è una gatta bonsai. Ho lasciato la porta aperta e non pensavo che avrebbe avuto il coraggio di entrare. E invece... Benché non si facesse assolutamente toccare né avvicinare da noi, è entrata in casa ed è subito salita sul divano, cercando di socializzare con gli altri gatti (che ovviamente non ne volevano sapere). La cosa strana è che come scendeva dal divano cominciava a miagolare incessantemente, tanto che ho temuto che non avremmo chiuso occhio tutta la notte. E invece poi si è messa tranquilla e ha dormito. Per due o tre giorni ha continuato in questo modo, poi pian piano si è abituata e Ragù, che all'epoca aveva solo sei mesi, finalmente l'ha accettata. Da quel momento sono diventati inseparabili, fino a poco tempo fa. Ora, crescendo, lui se ne va per i fatti suoi e lei... rimane sempre in casa, non si schioda più da qui! Ecco un bel momento di intimità tra Ragù e Polpetta.


E basta, la famiglia direi che è completa. 
Ma vi voglio presentare anche questa visitatrice occasionale. Lei è Giacomina (pensiamo sia una femmina, anche se non abbiamo mai verificato) e da qualche mese viene a trovarci alla sera per mangiare le ghiande della nostra quercia e le noci che le diamo, di cui è molto ghiotta. Gli altri quattro cinghiali che viaggiano con lei sono molto paurosi e si fanno vedere di rado e solo da lontano. Lei invece è molto coraggiosa e viene quasi a prendere il cibo dalle mani. 


Per ora è tutto, alla prossima!