Nel post della scorsa settimana ho anticipato che avrei spiegato bene cosa ho passato in questi ultimi tre anni. Pensavo di farlo in un solo post, ma mi sono resa conto che vorrei raccontare per bene, quindi ne farò diversi. Partendo, appunto, dall'inizio. Che è stato precisamente il 16 aprile 2017, giorno di Pasqua. Un anniversario, quello di oggi, alquanto brutto. Ma visto che sono ancora qui a raccontarla... diciamo che va bene così. Ho detto che ho deciso di parlarne perché spero che possa essere di aiuto a chi, ahimé, sta passando quello che ho passato io e magari può in qualche modo trarre conforto dal mio racconto. Ogni tanto qualcuno mi chiede che sintomi ho avuto, come me ne sono accorta: ebbene, la cosa brutta di quasi tutti i tumori è proprio che sono asintomatici, per cui, se cominciate ad avere dei sintomi, quasi sempre è a uno stadio piuttosto avanzato. In ospedale, i primi giorni, mi dicevano che avrebbe dovuto insospettirmi la pancia molto gonfia, ma io era da anni che ce l'avevo, essendo parecchio sovrappeso. Infatti adesso ce l'ho di nuovo gonfia. Quindi quello non è un chiaro campanello d'allarme. Lo può essere se voi siete molto magre e non avete mai avuto pancia. Io ho cominciato ad avere dei disturbi solo una decina di giorni prima. Avevano operato il Top per dei calcoli alla cistifellea (il 5 di aprile) e anche se era andato tutto bene mi ero stressata un po'. Sono molto apprensiva e avevo anche patito l'idea che dovesse passare due notti in ospedale. Comunque, lui è tornato a casa e tutto è andato per il meglio. Senonché io mi sentivo strana. Avevo tutti i pomeriggi, verso il tardi, un po' di febbriciattola, giusto 37.5, con un po' di brividi. Poi mi passava. Mi mancava un po' il fiato e credevo fosse l'ansia, infatti provai a prendere delle erbe calmanti, ma la situazione non cambiava. Era anche da diversi giorni che non andavo di corpo, ma siccome ho sempre avuto problemi di stitichezza, anche questo non l'ho interpretato come un sintomo strano. Pensavo fosse legato anche questo alla tensione. La cosa che mi ha fatta veramente insospettire è stato il fatto di non riuscire più a mangiare. Io ho sempre mangiato, sempre. Persino nei momenti più tristi della mia vita non ho mai perso l'appetito. Questa volta, non solo non avevo appetito, ma non riuscivo proprio a mandare giù il cibo. Insomma, arriviamo alla vigilia di Pasqua. Come succede ormai da diversi anni, le ricorrenze si festeggiano da me, e io cucino per tutta la mia famiglia. La vigilia arranco abbastanza, ma pian piano riesco a preparare un po' di cose. A metà pomeriggio, però, mi sento davvero male e, pensando di avere un blocco intestinale, chiedo al Top di portarmi dalla guardia medica. Non al pronto soccorso, perché mi pareva roba da poco. Penso: mi daranno un lassativo e risolvo tutto. Dimenticavo di dire che in quei giorni piangevo tantissimo, anche senza motivo. Chissà, forse dentro di me sapevo che qualcosa non andava, anche se devo dire che, a livello conscio, non ho mai pensato neanche per un momento che potesse essere qualcosa di grave.
La guardia medica mi visita, non riscontra nulla di strano, ma nota che ho un po' il magone. E mi prescrive un clistere e degli antidepressivi. Pensate un po'.
Il giorno di Pasqua mi alzo e a fatica finisco di preparare il pranzo. Il clistere non aveva sortito alcun effetto. Sto sempre peggio. Arrivano i miei famigliari e io racconto tra le lacrime cos'era successo. Mi consigliano di andare al pronto soccorso, ma io temporeggio, decido che se l'indomani mi fossi sentita ancora così ci sarei andata. Ci mettiamo a tavola e io mangio pochissimo. Verso le 16, visto che la situazione sembrava peggiorare, decido infine di andare al pronto soccorso. Oltretutto il Top, che era a casa in convalescenza, mi può accompagnare ma non si può fermare perché ha l'orario di controllo. Dico che non c'è problema, starò da sola, che diamine, in fondo non ho niente di grave. Stranamente al p.s. non c'è molta gente, infatti dopo mezz'oretta mi fanno entrare. Prelievo del sangue e primi controlli. Proprio in quel momento arriva con l'elisoccorso un ciclista investito, priorità assoluta. Mi mollano lì sul lettino, e io quasi quasi mi sento un po' meglio, avrei voglia di dire che mi sono sbagliata, non ho niente, scusate il disturbo. Ma sto lì e quando tornano, dopo più di un'ora, dico anche: "Mi dispiace che dobbiate perdere tempo con me, per una sciocchezza, mentre c'è gente davvero grave". Mi fanno un'ecografia. Vedono subito che qualcosa non va. L'addome è invaso di liquido. Imparerò il termine "ascite" che è appunto questa raccolta di liquido nella cavità addominale, che è direttamente collegata con il carcinoma ovarico ed è la cosa che provoca un sacco di danni. Infatti questo liquido può contaminare i tessuti e gli organi con cui entra in contatto. Mi parcheggiano nella sala comune e io cerco di convincermi: "Be', se non mi fanno fare una TAC o una risonanza forse non è così grave". Destino vuole che un signore di fianco a me ha proprio un blocco intestinale. Penso: toh, che caso, anche lui. Dopo un po' mi dicono che mi faranno una TAC. Ecco, lì comincio a preoccuparmi sul serio. E infatti nel giro di poche ore, mi fanno anche un'ecografia transvaginale e (è ormai mezzanotte) mi ricoverano subito. In quel preciso momento, anche se la parola non era ancora stata pronunciata, l'ho capito. Avevo un tumore. Non mi hanno detto niente, ovviamente, ma gli sguardi erano abbastanza eloquenti. Mi mettono in ginecologia perché per prima cosa dovranno farmi un prelievo per la biopsia. Ormai è quasi l'una di notte quando mi metto nel letto, senza pigiama, così come sono entrata in p.s. (per fortuna in tuta da ginnastica) e il Top (che dopo le 19, appena aveva potuto uscire, mi aveva raggiunta) mi saluta e torna a casa. Concludo questa prima puntata con una nota buffa. Per uscire dall'ospedale il Top è passato da una porta che esce su un corridoio esterno in fondo al quale c'è un cancelletto. Che di giorno è aperto, ma la notte è chiuso. Peccato che se ne sia accorto solo quando ha provato ad aprirlo. E la porta alle sue spalle, che si era richiusa, si apriva solo dall'interno. Così ha dovuto scavalcare il cancelletto, in piena notte. Meno male che è ginnico e che non è passata una pattuglia della polizia proprio in quel momento!
DOVE SI PARLA DI...
cucina, gatti, casa, e mille altre cose...ricette (dolci e un po' di salato), ma anche di gatti, libri, natura e tanto altro.
mercoledì 15 aprile 2020
mercoledì 8 aprile 2020
ECCOMI!!!!
Avevo scritto l'ultima volta quasi due anni fa con un post non proprio bello, dove vi parlavo della mia malattia. Poi sono sparita e qualcuno avrà sicuramente pensato al peggio. E invece no, sono ancora qui!! (Seguono toccatine varie)
A me dispiace molto aver abbandonato il blog, ma devo dire che non "sentire" chi legge (come capita più facilmente, ad esempio, su Facebook, dove l'interazione è più immediata) mi demoralizzava un po'. In realtà ho avuto la prova recentemente che c'era gente che mi leggeva e si ricordava di me (su un gruppo FB dedicato all'arredamento, qualcuno sotto un mio post ha scritto che ricordava la mia casa proprio per averne letto qui). La cosa mi ha fatto immensamente piacere, naturalmente. E così, visto anche il periodo di inattività totale (siamo in piena segregazione dovuta alla quarantena per il covid-19, lo scrivo per i posteri), ho pensato che non sarebbe stato male aggiornarvi un po', anche perché nel frattempo sono successe un paio di cose belle. La prima è che finalmente è uscito il mio libro di ricette vegane, ma a questo dedicherò un post nei prossimi giorni. E ovviamente vi parlerò anche di come si è evoluta la famiglia gattesca.
Ma oggi vi parlo di quanto è successo dal punto di vista della salute. Innanzitutto se volete leggere il mio ultimo post potete andare in fondo a questa pagina e cliccare su"post più vecchio". Lì parlavo della mia diagnosi di carcinoma ovarico ricevuta nell'aprile 2017. All'epoca del post (marzo 2018) avevo finito la serie di chemio pesanti e ne stavo facendo di più leggere. Purtroppo qualche mese dopo, a luglio, i marcatori erano saliti nuovamente e così mi hanno fatto fare una PET che ha evidenziato dei piccoli focolai di recidiva. Quindi ho ricominciato con la chemio pesante, con conseguente perdita dei capelli, nausea, stanchezza e umore sotto le scarpe. La seguente PET di controllo, fatta a gennaio 2018 è andata bene, i focolai erano spariti! Grande festa, ovviamente! A quel punto l'oncologo mi parla di un farmaco abbastanza nuovo, studiato proprio per le situazioni come la mia: carcinoma ovarico con mutazione genetica (sì, perché, forse non ne avevo accennato nell'altro post, ma sono risultata positiva al test genetico del BRCA1), con recidiva e reazione positiva alle cure. Insomma, sembrava che avessero studiato questo farmaco pensando: "Questo è giusto giusto per Lidia"! All'inizio dovevo prendere 16 pastiglie al giorno perché non erano riusciti a concentrare il principio attivo, ma dopo quasi un anno è uscita la versione "concentrata" e ora ne devo prendere solo 4. Insomma, per ora le cose stanno andando bene, a maggio avrò la PET di controllo e spero tanto che non ci siano brutte sorprese. Qualche strascico purtroppo ce l'ho avuto. Succede a volte (spesso? Non saprei) che la chemio vada a danneggiare il midollo. A me ovviamente è successo. Il nostro midollo lavora su tre cose: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Diciamo che nella sfiga una cosa buona c'è stata perché mi ha colpito solo nella produzione di globuli rossi, causandomi una forte anemia. Che per ora è abbastanza sotto controllo e non necessita di cure, ma che se si dovesse aggravare renderebbe necessario intervenire con delle iniezioni. La malattia si chiama sindrome mielodisplastica.
Al momento la mia vita è gradevole, questa nuova malattia mi dà solo un po' di stanchezza. Non riesco a fare grossi sforzi e mi viene subito il fiatone se, per esempio, faccio una passeggiata in una strada leggermente in salita. Ma per il resto sto bene. E sono felice. Certo, la paura rimane, è una compagna costantemente presente. Ma cerco di non pensarci.
Avendo scritto solo quell'unico post due anni fa, mi rendo conto che non ho parlato per niente di quello che ho passato. Però ora ho deciso di raccontarlo meglio. Non in questo post, che altrimenti diventerebbe chilometrico, ma nei prossimi giorni. Questo perché quando mi sono ammalata, cercavo in rete storie vissute che potessero darmi un po' di fiducia. Non siamo tutti uguali, ognuno reagisce a modo suo alle esperienze negative. Ci sarà chi non vuole sapere niente, chi invece cerca notizie di tutti i generi. Io ho fluttuato un po' tra questi estremi: a volte andavo a cercare notizie, ma se le trovavo ed erano brutte avevo poi un rifiuto e non leggevo più nulla per molto tempo. Quando leggi che il tuo tumore ha una percentuale piuttosto bassa di guarigione, il morale va decisamente sotto i piedi. Ed è l'ultima cosa che ti serve. Tutti ti dicono che devi reagire, dei essere positiva perché la malattia si nutre della tua disperazione. Beh, non è così semplice. La forza la dobbiamo trovare dentro di noi, e non tutti ce l'hanno. Io ho reagito molto, ma i momenti di tristezza c'erano e non era così semplice uscirne, soprattutto quando stavo male anche fisicamente. In quei momenti cercavo sul web storie "a lieto fine", donne operate del mio stesso tumore che dopo anni fossero ancora lì a raccontare la loro storia. E, vi dirò, non ne ho trovate. Per questo ho deciso di scriverne, perché spero che chi sta attraversando ora il mio stesso calvario, possa trovare nelle mie parole uno spiraglio di luce.
giovedì 29 marzo 2018
Sono ancora qui
Sì, anche se non scrivo da quasi un anno, sono ancora qui. E questa volta il senso di questa frase è più vero che mai. Infatti quest'ultimo anno è stato per me molto difficile. Non sapevo se parlarne o no, ma poi ho pensato che fosse più giusto condividere questa mia esperienza. Per me, come una sorta di valvola di sfogo e, perché no, un gesto scaramantico, e per chi magari ha passato o sta passando la stessa cosa e trae conforto dalle esperienze altrui. Ho avuto un cancro alle ovaie, con alcune complicazioni, date dallo stadio piuttosto avanzato. Mi hanno ricoverata il giorno di Pasqua dell'anno scorso direttamente dal pronto soccorso dove mi ero recata convinta di avere un blocco intestinale, pensate un po'! Dopo tre settimane di ospedale, esami, test istologici, un piccolo intervento ai polmoni e tanta angoscia, sono tornata a casa con questa terribile diagnosi. A metà giugno sono stata operata allo IEO di Milano (altri dieci giorni di ospedale e poi un'altra settimana per complicazioni, ettepareva) e a fine luglio ho cominciato la chemio. Dopo sei cicli abbastanza devastanti, finiti a metà novembre, ora sto facendo una chemio più leggera, che durerà fino a ottobre. La PET fatta a metà gennaio ha mostrato un buon risultato, diciamo che per ora la posso ancora raccontare! Ora incrocio fortemente le dita e tocco tutto il toccabile, speriamo che la cosa sia finita così.
I capelli stanno ricrescendo (ho un nuovo look molto sbarazzino!) e le forze stanno pian piano tornando. Ho finalmente cominciato a dare lezioni di cucina vegana, un sogno che accarezzavo da tempo ma non mi decidevo a realizzare, In qualche modo quindi un lato positivo c'è stato. Oltre al fatto che ho perso 30 chili!! Che erano assolutamente di troppo, quindi sono contenta! Spero di non riprenderli troppo in fretta!
Quando sono stata ricoverata ho detto: "Voglio un gatto nuovo, mi curerà". Ed è arrivato lui. Si chiama Kimo (in inglese chemio si scrive chemo e si pronuncia, appunto, kimo) e mi ha aiutata tantissimo nel periodo post operatorio, quando ero totalmente priva di energie e l'umore non era sempre al top. Guardare questo cosino che caracollava per casa mi faceva sorridere, cosa quanto mai positiva. E poi stava tantissimo in braccio, cosa che mi mancava molto perché gli altri miei gatti sono tutti poco coccolosi. Ed era il motivo per cui ne avevo voluto un altro. Ora è cresciuto, se ne sta molto più per i fatti suoi, anche se ogni tanto gli viene ancora un po' di mammite. Kimo è stata la mia terapia più efficace, sono convinta.
Chiudo questo post con alcune sue foto e con un augurio di buona Pasqua, speriamo che la mia sia un po' meglio di quella dello scorso anno!!
Qui aveva circa un mese, è la foto che è stata pubblicata nell'annuncio dell'adozione. Amore a prima vista.
Qui hanno cominciato a crescere le orecchie, tutto il resto ancora non tanto!
Sempre più orecchie, sempre poco gatto.
Ed eccolo in tutto il suo splendore, com'è ora, a quasi dieci mesi. Finalmente è cresciuto anche il resto.
P.S.: dimenticavo di dire che in tutto questo ho avuto una grande fortuna: quella di avere accanto un uomo meraviglioso. Grazie Top <3
I capelli stanno ricrescendo (ho un nuovo look molto sbarazzino!) e le forze stanno pian piano tornando. Ho finalmente cominciato a dare lezioni di cucina vegana, un sogno che accarezzavo da tempo ma non mi decidevo a realizzare, In qualche modo quindi un lato positivo c'è stato. Oltre al fatto che ho perso 30 chili!! Che erano assolutamente di troppo, quindi sono contenta! Spero di non riprenderli troppo in fretta!
Quando sono stata ricoverata ho detto: "Voglio un gatto nuovo, mi curerà". Ed è arrivato lui. Si chiama Kimo (in inglese chemio si scrive chemo e si pronuncia, appunto, kimo) e mi ha aiutata tantissimo nel periodo post operatorio, quando ero totalmente priva di energie e l'umore non era sempre al top. Guardare questo cosino che caracollava per casa mi faceva sorridere, cosa quanto mai positiva. E poi stava tantissimo in braccio, cosa che mi mancava molto perché gli altri miei gatti sono tutti poco coccolosi. Ed era il motivo per cui ne avevo voluto un altro. Ora è cresciuto, se ne sta molto più per i fatti suoi, anche se ogni tanto gli viene ancora un po' di mammite. Kimo è stata la mia terapia più efficace, sono convinta.
Chiudo questo post con alcune sue foto e con un augurio di buona Pasqua, speriamo che la mia sia un po' meglio di quella dello scorso anno!!
Qui aveva circa un mese, è la foto che è stata pubblicata nell'annuncio dell'adozione. Amore a prima vista.
Qui hanno cominciato a crescere le orecchie, tutto il resto ancora non tanto!
Sempre più orecchie, sempre poco gatto.
Ed eccolo in tutto il suo splendore, com'è ora, a quasi dieci mesi. Finalmente è cresciuto anche il resto.
P.S.: dimenticavo di dire che in tutto questo ho avuto una grande fortuna: quella di avere accanto un uomo meraviglioso. Grazie Top <3
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