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cucina, gatti, casa, e mille altre cose...ricette (dolci e un po' di salato), ma anche di gatti, libri, natura e tanto altro.


sabato 1 aprile 2017

Com'è oggi la famiglia...

La mia amica virtuale Pitto mi tira sempre le orecchie(giustamente) perché non aggiorno il blog. Il problema è che ormai scrivo quasi esclusivamente su Facebook, dove sono molto attiva sulla mia pagina di cucina e su un gruppo (sempre di ricette) e mi rimane poco tempo / voglia / energia per scrivere qui. Ma in effetti è un peccato, perché il bello del blog è che qui le cose rimangono, a differenza di Fb che è più un "mordi e fuggi".
E dunque, aggiornamento della situazione attuale.
Innanzitutto una notizia triste. Appena un paio di mesi dopo la morte (una ferita ancora dolorosa) di Zigulì, ci ha lasciati anche Tabasco, il fratellino di Strudel. E in un modo che, confesso, non mi sarei mai aspettata: è stato investito da un'auto. Dovete sapere che noi viviamo piuttosto lontani dalla strada e siamo letteralmente circondati dai boschi. Volendo i gatti possono girare per ore senza mai arrivare neanche a tiro di una strada. Eppure... eppure: Tabasco ha attraversato tutta una collina, percorrendo sicuramente più di un km, ed è arrivato a una strada neanche troppo trafficata, tutto sommato, ma che purtroppo per lui è stata letale. La cosa bruttissima è che l'ho trovato io mentre passavo, incredula (all'inizio non avevo minimamente pensato che potesse essere uno dei miei!). Tabasco era il nostro gatto "strano" (io dicevo che era autistico), non affettuoso ma simpatico in un modo tutto particolare. E ci manca tanto ovviamente.
Ma veniamo ai presenti. Citiamo subito il rosso, a casa nostra sempre il più importante. Purtroppo Ragù non è neanche lontanamente affettuoso come Zigulì, da quel punto di vista è una delusione. Ma vabbè, noi che vorremmo tanto avere un gatto super coccoloso siamo destinati ad avere tutti animali che non ci filano neanche di striscio.
Eccolo in una foto insieme a Strudel, quando ancora erano amici. Perché ora non starebbero più così, il nostro destino è avere gatti che litigano sempre fra di loro. O comunque che non si guardano molto (nella migliore delle ipotesi).


Strudel per ora sta bene, speriamo che viva a lungo e in salute!
La Luli, la gatta terrorizzata che aveva trovato il Top due anni fa... è ancora terrorizzata. Raramente riusciamo a toccarla e a darle qualche carezza. Però è bellissima!


Psyco, il gatto che arrivò da Lampedusa è... esattamente come dice il suo nome. E' molto girovago, per niente affettuoso, ovviamente, miagolatore di professione, un po' attaccabrighe. E non è neanche bello! Ma è tanto simpatico!


E ora vi devo presentare l'ultima arrivata: Polpetta.



Una sera ero in cucina, dove i gatti hanno il loro sportellino per entrare e uscire (e entrare e uscire, e entrare e uscire...) quando ho visto Ragù fissare fuori, immobile. Poi sento un miagolio. Dal momento che qui ci sono diversi gatti semi randagi che girano, ho pensato che fosse uno di quelli. Esco per vedere e mi trovo questa gattina che miagolava disperatamente. Non si lasciava avvicinare ma non scappava, era attratta moltissimo dagli altri gatti che cercava di avvicinare in tutti i modi. Sembrava potesse avere sui quattro mesi, ma poi ho capito che doveva averne di più, solo che è una gatta bonsai. Ho lasciato la porta aperta e non pensavo che avrebbe avuto il coraggio di entrare. E invece... Benché non si facesse assolutamente toccare né avvicinare da noi, è entrata in casa ed è subito salita sul divano, cercando di socializzare con gli altri gatti (che ovviamente non ne volevano sapere). La cosa strana è che come scendeva dal divano cominciava a miagolare incessantemente, tanto che ho temuto che non avremmo chiuso occhio tutta la notte. E invece poi si è messa tranquilla e ha dormito. Per due o tre giorni ha continuato in questo modo, poi pian piano si è abituata e Ragù, che all'epoca aveva solo sei mesi, finalmente l'ha accettata. Da quel momento sono diventati inseparabili, fino a poco tempo fa. Ora, crescendo, lui se ne va per i fatti suoi e lei... rimane sempre in casa, non si schioda più da qui! Ecco un bel momento di intimità tra Ragù e Polpetta.


E basta, la famiglia direi che è completa. 
Ma vi voglio presentare anche questa visitatrice occasionale. Lei è Giacomina (pensiamo sia una femmina, anche se non abbiamo mai verificato) e da qualche mese viene a trovarci alla sera per mangiare le ghiande della nostra quercia e le noci che le diamo, di cui è molto ghiotta. Gli altri quattro cinghiali che viaggiano con lei sono molto paurosi e si fanno vedere di rado e solo da lontano. Lei invece è molto coraggiosa e viene quasi a prendere il cibo dalle mani. 


Per ora è tutto, alla prossima!

domenica 31 luglio 2016

Ed ecco Ragù.

E come promesso ora vi presento Ragù. Il suo nome completo in realtà sarebbe Ragù di soia non geneticamente modificata senza coloranti né conservanti (non dimentichiamo che è un gatto di vegani), ma per praticità lo chiamiamo solo Ragù. Nella mia vita i gatti sono sempre arrivati per caso, trovati da noi o da altri che poi ce li hanno appioppati. In un paio di casi sono addirittura arrivati a casa nostra per conto loro. Gli unici che siamo sempre andati a cercare sono stati i tre gatti rossi. Per Ragù abbiamo fatto più di 100 chilometri (cosa che gli rinfacceremo per tutta la vita). Era stato trovato in strada con le sue sorelline dopo che la loro mamma era stata investita e la ragazza che li stava accudendo ci ha detto che, dei tre rimasti, era quello più pauroso, che non si faceva prendere. In macchina è stato bravissimo e appena siamo arrivati a casa si è fiondato sotto l'armadio e io ho pensato: "Ora non lo vedremo per una settimana". Invece dopo poco è uscito e ha cominciato a perlustrare la casa. In poche ore era già più rilassato e si faceva anche avvicinare, con molta cautela. La notte ha dormito sul letto con noi, senza alcun problema. Nel giro di pochi giorni ha preso confidenza, con noi e con la casa.


Abbiamo aspettato qualche giorno prima di farlo uscire perché temevamo che poi non si facesse più prendere. Invece quando è uscito per la prima volta è rimasto sotto il portico (passaggio che fanno più o meno tutti i gatti, a parte la Luli che è schizzata via come un fulmine) e per qualche giorno non ha osato passarne l'invisibile barriera.
Gli altri gatti non hanno reagito benissimo, ma non ne hanno neanche fatto una tragedia. Il più problematico è stato Psyco, che ancora adesso lo tollera a fatica (anche se poi lo cerca per giocare). Tabasco viene a casa molto di rado ma è un buono e non gli ha neanche soffiato. La Luli scappa appena lo vede ma già stava pochissimo in casa, quindi non è che sia cambiato molto rispetto a prima. E Strudel... Strudel poverino è quello che lo deve sopportare di più, perché l'ha accettato e quindi lui ha capito che con lui si può sfogare. Gli salta sempre sulla schiena e ogni tanto Strudel lo afferra e comincia a leccarlo (è un leccatore) ma poi deve desistere perché Ragù nel frattempo lo massacra. Eccolo mentre dimostra di aver capito tutto...


Purtroppo Strudel ha anche cominciato a fare pipì in giro per casa, ma spero ardentemente che sia una cosa transitoria.
Non è un gatto affettuosissimo (ovviamente, sennò non sarebbe capitato a noi) ma è molto simpatico e cerca comunque di stare dove siamo noi. Ovviamente ne approfitto quando dorme per riempirlo di baciotti!


In tanti anni di gatti non ne avevo mai avuti di "ciucciatori", il primo è stato Psyco, che ancora adesso, a un anno di vita, viene ogni tanto a farsi la sua ciucciatina (lui rigorosamente da me, e sulla maglietta). E ora anche Ragù! Per fortuna lui va anche dal Top, solo che predilige il collo e impasta come un dannato, conficcando le unghiette nella pelle delicata della zona. Quanto dobbiamo soffrire per questi figli pelosi!
Ragù ha già dimostrato di essere un gran cacciatore catturando un gran numero di... foglie e pezzi di muschio! Ci fa morir dal ridere quando va fuori e rientra con il suo pezzo di muschio in bocca a mo' di preda e poi lo distrugge in casa (quando poi dobbiamo pulire lo scempio ridiamo come dei matti). Recentemente ha cominciato a catturare dei poveri grillini, che distrugge in pochi minuti. Ma l'altro giorno, dopo che Psyco aveva ucciso (purtroppo) e abbandonato una preda ben più consistente, lui se ne è appropriato portandosela in giro tutto tronfio.


La morte di Zigulì mi riempie ancora il cuore di dolore, ma guardare questa piccola creatura e pensare a quanto sta bene qui è un balsamo molto efficace.

mercoledì 27 luglio 2016

Addio Zigulì, benvenuto Ragù

Un post al tempo stesso triste e ottimista. Triste perché, come avrete capito dal titolo, il nostro amatissimo Zigulì ci ha lasciati, poco più di un mese fa. Una cosa improvvisa e, per questo motivo, ancora più dolorosa. Zigulì era il gatto schifosamente viziato che aveva ispirato i video su You tube (li ricordate? "Come sopravvivere con un gatto viziato"). A lui è stato intitolato questo blog (e nella vecchia grafica c'era la sua foto in alto, ricordate?) Gli avevo intitolato la pagina Facebook dedicata ai bijoux (e mi sovviene che vi dovevo parlare anche del mio nuovo hobby "perlinoso" e non l'ho mai fatto, imperdonabile), "Il gatto rosso bijoux", appunto. Giusto pochi giorni prima che morisse mi aveva fatto da testimonial per la pubblicità del mio libro su Facebook.



 Insomma, anche se abbiamo sempre avuto tanti gatti, Zigulì era "IL" gatto. Lui aveva avuto l'ingrato compito di sostituire un altro gatto rosso insostituibile, Lucignolo. Ovviamente non è mai possibile, però, da buon gatto rosso, si era costruito uno spazio suo, con il suo caratterino particolare e la sua ruvida affettuosità. Alla fine, di tutti era sempre il più presente, adoravo quando mi avvicinavo per baciarlo e lui mi dava una testatina, cosa che nessun altro fa.
Anni fa gli facemmo fare l'esame del sangue e venne fuori che era  positivo alla fiv, praticamente l'aids dei gatti. Molti vivono benissimo per anni, di fatto la positività non è la malattia conclamata. Solo che c'è sempre il rischio che una piccola infezione sia più difficile da curare. Fino a circa tre mesi fa tutto era stato abbastanza tranquillo (aveva quasi 9 anni), poi abbiamo notato che non mangiava più molto. La visita dal vet ha riscontrato una stomatite linfo-plasmacellulare. In parole povere una forte infiammazione colpisce le mucose della bocca e il gatto non riesce a mangiare e sente dolore. Dal momento che l'unica cura possibile è il cortisone (o togliere tutti i denti, cosa che mi sembrava terribile e comunque senza garanzia di successo) e al momento della visita non sembrava ancora grave al punto di fare una cura tanto pesante, il vet ci ha consigliato di aspettare un po'. Abbiamo cominciato a dargli solo cibo morbido (scherzavamo anche sul fatto che facesse il furbetto per approfittarsene e avere solo la scatoletta e non i croccantini, che gli piacevano di meno) e imboccandolo (perché non dimentichiamo che stiamo parlando del gatto schifosamente viziato!) riuscivamo a farlo mangiare. Ma a un certo punto ha cominciato a peggiorare in modo rapido e abbiamo deciso di fargli il cortisone. L'iniezione l'avrebbe fatto migliorare per un po', permettendogli quanto meno di mangiare e di non sentire dolore, anche se solo per poco (ci eravamo già passati con un'altra gatta e sapevamo che questa storia non era destinata a un epilogo felice). Eravamo già preparati a un futuro fatto di iniezioni, pochi giorni tranquilli e tristi ricadute. E invece, invece...
Pochi giorni dopo l'iniezione stava già migliorando e aveva ricominciato a mangiare. Un pomeriggio sono arrivata a casa e l'ho visto coricato sul prato, di fianco alla stradina d'accesso, dove era solito coricarsi. Sembrava tranquillo e normalissimo, perciò quando non si è presentato per la pappa non ci ho dato peso (io chiamo ma non sempre arrivano, specialmente d'estate). Un'ora dopo è arrivato respirando a fatica e sbavando e io mi sono subito allarmata, l'ho messo nel trasportino e sono corsa dal veterinario. Purtroppo quando sono arrivata era già morto. Vi risparmio i particolari perché soffro ancora al pensiero e mi dispiace solo di non avergli potuto evitare tanta sofferenza. Pare (per averne la certezza avrei dovuto fare un'autopsia, che non ho fatto) che sia morto per un edema polmonare dovuto a insufficienza cardiaca. Solitamente si hanno sintomi riconoscibili, ma a quanto pare può succedere anche in modo repentino e fulminante. Non dico che se avessi avuto più tempo per abituarmi avrei sofferto di meno, ma il modo in cui è successo è stato per me devastante. Soprattutto averlo visto soffrire. Sapevo che non sarebbe mai diventato un gatto vecchio, che probabilmente le iniezioni di cortisone gli avrebbero causato altri problemi.
Ma così...
Così è stato veramente brutto.
Zigulì dormiva spesso con noi (non sempre, ma spesso), con la testa sul cuscino. Era sempre intorno, spesso sul nostro banchetto mentre il Top dipingeva e io perlinavo. Sul tavolo mentre mangiavamo (l'unico a cui veniva concesso, vabbè, poi anche a Psyco, potevamo mica dirgli di no) ad aspettare la sua parte di cibo (adorava i minestroni e le zuppe di legumi!)
Nonostante gli altri quattro gatti la casa ci è sembrata insopportabilmente vuota e io ho voluto prendere immediatamente un altro rosso. Ed è arrivato Ragù.
Ecco la parte ottimista.


Non posso dire che Zigulì mi manchi di meno o che il dolore sia meno forte, ma guardare questo soldo di cacio caracollare per casa riempie il cuore. So che non potrà mai sostituirlo, così come Zigulì non aveva sostituito Lucignolo. Ma se sarà speciale come sono stati speciali i miei gatti rossi andrà bene. (Vi starete domandando perché non considero Strudel e Tabasco gatti rossi. Ma perché loro sono bianche e rossi, è diverso! Provare per credere.)
L'unica consolazione che ho è pensare che magari Zigulì sarebbe vissuto ancora poco e male e il declino sarebbe stato pieno di sofferenza. Una ben magra consolazione, ma lasciatemi l'illusione.
Pensavo di fare un post unico ma è diventato un po' lungo, così vi rimando ai prossimi giorni per presentarvi Ragù come si deve!