DOVE SI PARLA DI...

cucina, gatti, casa, e mille altre cose...ricette (dolci e un po' di salato), ma anche di gatti, libri, natura e tanto altro.


giovedì 29 marzo 2018

Sono ancora qui

Sì, anche se non scrivo da quasi un anno, sono ancora qui. E questa volta il senso di questa frase è più vero che mai. Infatti quest'ultimo anno è stato per me molto difficile. Non sapevo se parlarne o no, ma poi ho pensato che fosse più giusto condividere questa mia esperienza. Per me, come una sorta di valvola di sfogo e, perché no, un gesto scaramantico, e per chi magari ha passato o sta passando la stessa cosa e trae conforto dalle esperienze altrui.  Ho avuto un cancro alle ovaie, con alcune complicazioni, date dallo stadio piuttosto avanzato. Mi hanno ricoverata il giorno di Pasqua dell'anno scorso direttamente dal pronto soccorso dove mi ero recata convinta di avere un blocco intestinale, pensate un po'! Dopo tre settimane di ospedale, esami, test istologici, un piccolo intervento ai polmoni e tanta angoscia, sono tornata a casa con questa terribile diagnosi. A metà giugno sono stata operata allo IEO di Milano (altri dieci giorni di ospedale e poi un'altra settimana per complicazioni, ettepareva) e a fine luglio ho cominciato la chemio. Dopo sei cicli abbastanza devastanti, finiti a metà novembre, ora sto facendo una chemio più leggera, che durerà fino a ottobre. La PET fatta a metà gennaio ha mostrato un buon risultato, diciamo che per ora la posso ancora raccontare! Ora incrocio fortemente le dita e tocco tutto il toccabile, speriamo che la cosa sia finita così.
I capelli stanno ricrescendo (ho un nuovo look molto sbarazzino!) e le forze stanno pian piano tornando. Ho finalmente cominciato a dare lezioni di cucina vegana, un sogno che accarezzavo da tempo ma non mi decidevo a realizzare, In qualche modo quindi un lato positivo c'è stato. Oltre al fatto che ho perso 30 chili!! Che erano assolutamente di troppo, quindi sono contenta! Spero di non riprenderli troppo in fretta!
Quando sono stata ricoverata ho detto: "Voglio un gatto nuovo, mi curerà". Ed è arrivato lui. Si chiama Kimo (in inglese chemio si scrive chemo e si pronuncia, appunto, kimo) e mi ha aiutata tantissimo nel periodo post operatorio, quando ero totalmente priva di energie e l'umore non era sempre al top. Guardare questo cosino che caracollava per casa mi faceva sorridere, cosa quanto mai positiva. E poi stava tantissimo in braccio, cosa che mi mancava molto perché gli altri miei gatti sono tutti poco coccolosi. Ed era il motivo per cui ne avevo voluto un altro. Ora è cresciuto, se ne sta molto più per i fatti suoi, anche se ogni tanto gli viene ancora un po' di mammite. Kimo è stata la mia terapia più efficace, sono convinta.
Chiudo questo post con alcune sue foto e con un augurio di buona Pasqua, speriamo che la mia sia un po' meglio di quella dello scorso anno!!


Qui aveva circa un mese, è la foto che è stata pubblicata nell'annuncio dell'adozione. Amore a prima vista.


Qui hanno cominciato a crescere le orecchie, tutto il resto ancora non tanto!


Sempre più orecchie, sempre poco gatto.


Ed eccolo in tutto il suo splendore, com'è ora, a quasi dieci mesi. Finalmente è cresciuto anche il resto.
P.S.: dimenticavo di dire che in tutto questo ho avuto una grande fortuna: quella di avere accanto un uomo meraviglioso. Grazie Top <3

sabato 1 aprile 2017

Com'è oggi la famiglia...

La mia amica virtuale Pitto mi tira sempre le orecchie(giustamente) perché non aggiorno il blog. Il problema è che ormai scrivo quasi esclusivamente su Facebook, dove sono molto attiva sulla mia pagina di cucina e su un gruppo (sempre di ricette) e mi rimane poco tempo / voglia / energia per scrivere qui. Ma in effetti è un peccato, perché il bello del blog è che qui le cose rimangono, a differenza di Fb che è più un "mordi e fuggi".
E dunque, aggiornamento della situazione attuale.
Innanzitutto una notizia triste. Appena un paio di mesi dopo la morte (una ferita ancora dolorosa) di Zigulì, ci ha lasciati anche Tabasco, il fratellino di Strudel. E in un modo che, confesso, non mi sarei mai aspettata: è stato investito da un'auto. Dovete sapere che noi viviamo piuttosto lontani dalla strada e siamo letteralmente circondati dai boschi. Volendo i gatti possono girare per ore senza mai arrivare neanche a tiro di una strada. Eppure... eppure: Tabasco ha attraversato tutta una collina, percorrendo sicuramente più di un km, ed è arrivato a una strada neanche troppo trafficata, tutto sommato, ma che purtroppo per lui è stata letale. La cosa bruttissima è che l'ho trovato io mentre passavo, incredula (all'inizio non avevo minimamente pensato che potesse essere uno dei miei!). Tabasco era il nostro gatto "strano" (io dicevo che era autistico), non affettuoso ma simpatico in un modo tutto particolare. E ci manca tanto ovviamente.
Ma veniamo ai presenti. Citiamo subito il rosso, a casa nostra sempre il più importante. Purtroppo Ragù non è neanche lontanamente affettuoso come Zigulì, da quel punto di vista è una delusione. Ma vabbè, noi che vorremmo tanto avere un gatto super coccoloso siamo destinati ad avere tutti animali che non ci filano neanche di striscio.
Eccolo in una foto insieme a Strudel, quando ancora erano amici. Perché ora non starebbero più così, il nostro destino è avere gatti che litigano sempre fra di loro. O comunque che non si guardano molto (nella migliore delle ipotesi).


Strudel per ora sta bene, speriamo che viva a lungo e in salute!
La Luli, la gatta terrorizzata che aveva trovato il Top due anni fa... è ancora terrorizzata. Raramente riusciamo a toccarla e a darle qualche carezza. Però è bellissima!


Psyco, il gatto che arrivò da Lampedusa è... esattamente come dice il suo nome. E' molto girovago, per niente affettuoso, ovviamente, miagolatore di professione, un po' attaccabrighe. E non è neanche bello! Ma è tanto simpatico!


E ora vi devo presentare l'ultima arrivata: Polpetta.



Una sera ero in cucina, dove i gatti hanno il loro sportellino per entrare e uscire (e entrare e uscire, e entrare e uscire...) quando ho visto Ragù fissare fuori, immobile. Poi sento un miagolio. Dal momento che qui ci sono diversi gatti semi randagi che girano, ho pensato che fosse uno di quelli. Esco per vedere e mi trovo questa gattina che miagolava disperatamente. Non si lasciava avvicinare ma non scappava, era attratta moltissimo dagli altri gatti che cercava di avvicinare in tutti i modi. Sembrava potesse avere sui quattro mesi, ma poi ho capito che doveva averne di più, solo che è una gatta bonsai. Ho lasciato la porta aperta e non pensavo che avrebbe avuto il coraggio di entrare. E invece... Benché non si facesse assolutamente toccare né avvicinare da noi, è entrata in casa ed è subito salita sul divano, cercando di socializzare con gli altri gatti (che ovviamente non ne volevano sapere). La cosa strana è che come scendeva dal divano cominciava a miagolare incessantemente, tanto che ho temuto che non avremmo chiuso occhio tutta la notte. E invece poi si è messa tranquilla e ha dormito. Per due o tre giorni ha continuato in questo modo, poi pian piano si è abituata e Ragù, che all'epoca aveva solo sei mesi, finalmente l'ha accettata. Da quel momento sono diventati inseparabili, fino a poco tempo fa. Ora, crescendo, lui se ne va per i fatti suoi e lei... rimane sempre in casa, non si schioda più da qui! Ecco un bel momento di intimità tra Ragù e Polpetta.


E basta, la famiglia direi che è completa. 
Ma vi voglio presentare anche questa visitatrice occasionale. Lei è Giacomina (pensiamo sia una femmina, anche se non abbiamo mai verificato) e da qualche mese viene a trovarci alla sera per mangiare le ghiande della nostra quercia e le noci che le diamo, di cui è molto ghiotta. Gli altri quattro cinghiali che viaggiano con lei sono molto paurosi e si fanno vedere di rado e solo da lontano. Lei invece è molto coraggiosa e viene quasi a prendere il cibo dalle mani. 


Per ora è tutto, alla prossima!

domenica 31 luglio 2016

Ed ecco Ragù.

E come promesso ora vi presento Ragù. Il suo nome completo in realtà sarebbe Ragù di soia non geneticamente modificata senza coloranti né conservanti (non dimentichiamo che è un gatto di vegani), ma per praticità lo chiamiamo solo Ragù. Nella mia vita i gatti sono sempre arrivati per caso, trovati da noi o da altri che poi ce li hanno appioppati. In un paio di casi sono addirittura arrivati a casa nostra per conto loro. Gli unici che siamo sempre andati a cercare sono stati i tre gatti rossi. Per Ragù abbiamo fatto più di 100 chilometri (cosa che gli rinfacceremo per tutta la vita). Era stato trovato in strada con le sue sorelline dopo che la loro mamma era stata investita e la ragazza che li stava accudendo ci ha detto che, dei tre rimasti, era quello più pauroso, che non si faceva prendere. In macchina è stato bravissimo e appena siamo arrivati a casa si è fiondato sotto l'armadio e io ho pensato: "Ora non lo vedremo per una settimana". Invece dopo poco è uscito e ha cominciato a perlustrare la casa. In poche ore era già più rilassato e si faceva anche avvicinare, con molta cautela. La notte ha dormito sul letto con noi, senza alcun problema. Nel giro di pochi giorni ha preso confidenza, con noi e con la casa.


Abbiamo aspettato qualche giorno prima di farlo uscire perché temevamo che poi non si facesse più prendere. Invece quando è uscito per la prima volta è rimasto sotto il portico (passaggio che fanno più o meno tutti i gatti, a parte la Luli che è schizzata via come un fulmine) e per qualche giorno non ha osato passarne l'invisibile barriera.
Gli altri gatti non hanno reagito benissimo, ma non ne hanno neanche fatto una tragedia. Il più problematico è stato Psyco, che ancora adesso lo tollera a fatica (anche se poi lo cerca per giocare). Tabasco viene a casa molto di rado ma è un buono e non gli ha neanche soffiato. La Luli scappa appena lo vede ma già stava pochissimo in casa, quindi non è che sia cambiato molto rispetto a prima. E Strudel... Strudel poverino è quello che lo deve sopportare di più, perché l'ha accettato e quindi lui ha capito che con lui si può sfogare. Gli salta sempre sulla schiena e ogni tanto Strudel lo afferra e comincia a leccarlo (è un leccatore) ma poi deve desistere perché Ragù nel frattempo lo massacra. Eccolo mentre dimostra di aver capito tutto...


Purtroppo Strudel ha anche cominciato a fare pipì in giro per casa, ma spero ardentemente che sia una cosa transitoria.
Non è un gatto affettuosissimo (ovviamente, sennò non sarebbe capitato a noi) ma è molto simpatico e cerca comunque di stare dove siamo noi. Ovviamente ne approfitto quando dorme per riempirlo di baciotti!


In tanti anni di gatti non ne avevo mai avuti di "ciucciatori", il primo è stato Psyco, che ancora adesso, a un anno di vita, viene ogni tanto a farsi la sua ciucciatina (lui rigorosamente da me, e sulla maglietta). E ora anche Ragù! Per fortuna lui va anche dal Top, solo che predilige il collo e impasta come un dannato, conficcando le unghiette nella pelle delicata della zona. Quanto dobbiamo soffrire per questi figli pelosi!
Ragù ha già dimostrato di essere un gran cacciatore catturando un gran numero di... foglie e pezzi di muschio! Ci fa morir dal ridere quando va fuori e rientra con il suo pezzo di muschio in bocca a mo' di preda e poi lo distrugge in casa (quando poi dobbiamo pulire lo scempio ridiamo come dei matti). Recentemente ha cominciato a catturare dei poveri grillini, che distrugge in pochi minuti. Ma l'altro giorno, dopo che Psyco aveva ucciso (purtroppo) e abbandonato una preda ben più consistente, lui se ne è appropriato portandosela in giro tutto tronfio.


La morte di Zigulì mi riempie ancora il cuore di dolore, ma guardare questa piccola creatura e pensare a quanto sta bene qui è un balsamo molto efficace.