DOVE SI PARLA DI...

cucina, gatti, casa, e mille altre cose...ricette (dolci e un po' di salato), ma anche di gatti, libri, natura e tanto altro.


sabato 4 giugno 2011

Una poesia al mese...

...che non è una ricetta, come i più scaltri di voi avranno intuito. Il fatto è che amo la poesia, anche se in modo molto selettivo, come credo capiti a chiunque. Nel senso che ci sono poesie che mi fanno venire la pelle d'oca, altre che mi lasciano totalmente indifferente, anche se si tratta dello stesso autore/autrice. A volte addirittura di un poeta mi piace soltanto una poesia e non c'è... verso (capita la battutona?) di farmi piacere anche il resto della sua opera. A questo punto, sempre i più scaltri di voi (sì, ma gli altri, che si sveglino un po', eh!!) avranno intuito che per fortuna non voglio proporvi delle mie poesie -segue respiro di sollievo-, ma soltanto poesie altrui che amo in modo particolare. Sebbene io abbia anche scritto mirabili versi...
(Per vedere l'immagine ingrandita cliccaci sopra, poi clicca su indietro per tornare al post)







 Così ho deciso di proporvene una al mese e parto con quella che è in assoluto la mia poetessa preferita: Emily Dickinson. La scelta è stata durissima, perché ci sono un sacco di sue poesie che amo. Ho scelto questa poiché secondo me rispecchia moltissimo il suo carattere (perché, mi direte, la conosci personalmente? Eh, ma che pignoli! Beh, è come se la conoscessi, come mi succede con tutti coloro che con i loro scritti mettono completamente a nudo la loro anima). Ora, immaginatevi questa esile donnina vissuta in epoca vittoriana quando la parità tra i sessi non era neanche lontanamente presa in considerazione, che passò quasi tutta la sua vita rinchiusa dentro la sua stanza (per sua propria scelta), ma che scrisse delle poesie che parlavano del mondo come se l'avesse visto con i suoi occhi. Delle quasi duemila (!) poesie che ha scritto ce ne sono molte che sembrano scritte ai nostri giorni, talmente spigliato e frizzante è il linguaggio.
Vabbè, vorrei parlare di lei ancora per un'ora, ma non vorrei tediarvi. Meglio è lasciar parlare lei :

Perché fuori del Cielo m'han rinchiusa?
Cantavo forse a voce troppo alta?
Ma - posso usare un tono di voce più leggero -
timido come quello di un uccello!

Non volessero gli Angeli lasciarmi
provare - solamente un'altra volta -
vedi un po' tu - se li ho disturbati -
ma - di grazia - non chiudere la porta!

Oh, se toccasse a me d'essere invece
il Signore dalla "Veste Bianca" -
e loro - la manina bianca che bussasse -
credete che potrei lasciarli fuori?


Devo aggiungere qualcosa? Credo proprio di no...

1 commento:

MadiS ha detto...

Beh... anche io non credo ci siano da aggiungere parole. Adoro Emily Dickinson. Ed ho detto tutto.

Mi piace moltissimo questa tua iniziativa 'poetica'...

Felice serata, cara...